Capita spesso in amore che le cose, quelle di coppia soprattutto non seguano un andamento lineare; succede magari che malgrado quello che sappiamo essere il nostro bene, quello che è meglio per noi e per il nostro partner, fino in fondo, la giusta soluzione, le cose giuste da dire e da fare capita...ahime che ci siamo intoppi e che ci siano attriti e cedimenti.
Si fugge a se stessi e ci si rifugia in un posto altrove dove non sentiamo o dove possiamo sfogare malcontenti, malumori e bisogni disattesi che tutti gli esseri umani hanno e ricercano.
Sfuggiamo dai nostri demoni interiori e fuggiamo da quella che è la realtà dei fatti, il chaos delle nostre vite coperte da perbenismo e facciata che nasconde a tratti del marcio e profondi abissi di dolore mutuo e silenziato dal procedere del comfort e della conoscenza prolungata magari da anni, tanto cara e difficile da lasciare andare per la sua familiarità. Una zona di comfort tanto voluta quanto spesso pericolosa e a doppio taglio dove non ci sono ne vinti ne vincitori ma solo una grande perdita da entrambi lati della medaglia, lui e lei accomunati dal dolore.
Sto parlando del tradimento, l'ifedeltà di coppia: quelli di lui, perchè statisticamente chi tradisce di più è l'uomo anche guidato dalla sua capacità di amare più donne contemporaneamente, portato ancestrale ed evoluzionistico per garantire un più vasto possibile spargimento del seme e continuare la propria linea generazionale e pure anche quello di lei, per bisogni disattesi, frustrazioni, solitudini e malcelati tentativi di ascolto naufragati in battaglia e impeti aggressivi.
Erigere silenzi e parole malriposte troppo spesse a volte che segnano un muro inespugnabile da cui la luce non può più filtrare ma da cui si scorge solo penombra e buio.
E così spesso si finisce in un circolo di bugie e facciate simili a gabbie d'oro, ma pur sempre gabbie, dove principalmente è l'artefice del tradimento che mente a se stesso prima ancora che al o alla propria partner; fingiamo che vada tutto bene, che sia tutto a posto per non fare i conti con noi stessi e con ciò che stiamo diventando, per non fare i conti con la nostra immagine allo specchio, quella dentro prima ancora che quella fuori, per paura di abbandonare il vantaggio secondario del comfort e del quieto vivere tipico della frenetica società post-moderna in cui si assiste ad una radicale e massima crisi di identità che colpisce il singolo e la coppia.
Si trascura l'amor proprio in favore di un teatrino che utilizza grossi quantitativi di energia per essere sorretto, per poi sentire solo a volte e ricacciare indietro la voce della nostra essenza e della nostra onestà intellettuale che da un angolo recondito del nostro stomaco grida rivalsa e voglia di liberazione e espiazione.
L'etica va letteralmente e puttane o con qualche gigolo di passaggio, non quelle o quelli di strada ma molto più socialmente ed economicamente 'al caldo' ed è tipico delle fascie medio-alto borghesi dei nostri tempi. I poveri, sono forse molto più impegnati a rispondere ai propri bisogni primari come quello di cibo e casa e non trovano il tempo di passare da persona a persona.
E poi ancora, immaginatevi i vostri nonni, come i miei d'altro canto impegnati in lavori duri nei campi, di manovalanza o d'agricoltura, uomini e donne inclusi e impegnati a 'portare avanti la baracca' e il cibo sulla tavola. Non ne avevano di tempo per pensare ad un'altro uomo o ad un'altra donna. Certo c'erano e ci saranno state sicuramente eccezioni, ma rimanevano eccezioni e non la regola aurea della società d'amore liquido di oggi; il valore del rispetto veniva insegnato e ricercato e malgrado il bigottismo che per certi versi imperava il valore del sacrificio e il procrastinare una voglia immediata per esempio andare a scopare col vicino, veniva messa da parte in favore di una costruzione di un'dentità di coppia solida e da una continua conoscenza reciproca e duratora nella gioia, nel sudore e in tutto quello che la vita poneva davanti. Con le proprie zone di luce e pure con le zone meno accoglienti di obra e cupezza.
Bisogna imporsi una scelta, gli errori sono sempte amessi e sarebbe pure non umano e impensabile non commetterne ma lo scato sta nel farne lezioni e attuare dentro noi stessi un cambiamento che richiede coraggio e presenza a se stessi. L'accettare la miseria della propria vita confusa e raccogliere i pezzi per farne un puzzle d'amore rivolti a noi stessi e all'altro. Sfuggire dalla viltà, dal volere tutto a tutti i costi, dalla continua fanciullezza anche in età adultà. Capire che ogni giorno deve esserre vissuto al massimo divertendosi ma esercitando la massima integrità, perchè il momento passa e si va tutti nella stessa direzione.
Accettare la nostra natura finita, non per avere paura ma per spingerci a diventare persone migliori: giorno dopo giorno e attimo dopo attimo, per mirare ad uno scopo nobile e elevarsi dagli animali che pur siamo riscattando la nostra essenza e ascoltando il sussurro della nostra anima.
Ammetto l'esistenza e la possibilità di coppie aperte, se entrambi i partner sono d'accordo ma c'è bisogno di un dialogo aperto al proprio compagno o compagna sulle rispettive reali intenzioni e se il tutto viene recepito con accoglienza entrambe le parti dwevono essere libere di frequentare persone fuori dal contesto relazionale. Se il tradito che la maggior parte delle volte è incosapevole,vuole scegliere un'altra strada è per amore di lui o lei che vi scanserete, farete si di 'put your shit together' come si dice in inglese cioè sistemare i vostri drammi e i vostri casini da sole o da soli e per atto d'amore ve ne andrete e lascerete al partner la libertà di stare single ma senza bugie o di andare verso un partner con cui possa avere l'esclusività voluta e riercata. E alle volte è la soluzione migliore.
Come dice 'IL CONFORTO', la canzone di Tiziano Ferro Feat Carmen Consoli:
'Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio'.

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