Tuesday, 30 October 2018

LA ZINGARA DELL'OKLAHOMA



Questa storia nasce in una landa desolata, quelle lande americane perfette per farci le fiere, dove si sente forte l'odore dolciastro dello zucchero filato, urla di bambini festanti e non più giovani urlanti su altissime attrazioni perdifiato.

Fuori dalla folla, lontano dai rumori c'è un grande tendone viola, semplicemente viola. Scende come quello di un circo, sostenuto tutt'intorno da tiranti che danno spazio interno ad umane creature.

Solo un uomo ora si sofferma all'ingresso mentre il vento spazza via la sabbia fine e smuove i ciuffi d'erba scomposti qua e là. Ha l'anima curiosa ma la mente scettica, fa per andare ma un campanellio dentro la tenda lo richiama come l'eco delle sirene nel mare, decidendo per quel momento il suo destino.

Un energia consapevole passa dai verdi occhi di lei mentre i suoi capelli bruni emanano profumi di soli e d'estati. Lui si blocca sull'uscio con l'emozione che rimane a mezza via tra bocca e gola.

Si ripromette di non credere nemmeno ad una sola parola, è qui per provare che si sbaglia, le zingare sono roba da film e tanto sono brave nell'arte dell'inganno e della seduzione. Vogliono solo denaro.
E' quasi una missione punitiva la sua, quasi una riprova per l'intera razza umana  ma più malamente un fragile trionfo del suo Ego.

Lei non dice nulla, fa segno di avvicinarsi e invita solamente altri occhi, iride color caramello provati da taciuti strazi a posare lo sguardo sul tavolo.
C'è una sola carta, una carta a specchio in cui ora lui si riflette. Non sa come ma sente di voler alzare quella carta e riflettersi ancora. Tastando con le mani può percepire che pure il retro ha nella stessa superficie il riverbero in cui ora lei, Tamara, si sta riflettendo.

Sente in lui una comprensione che rifiuta. Nessun arcano è stato rivelato o forse uno più grande che fa parte di un condiviso inconscio che aspettava solo la rivelazione di questo attimo che risuona da sè come melodia nel suo silenzio.

Poi qualche cosa di magico succede, la magia vera, quella dell'anima che ti permette di vedere ogni cosa e da corpo alla fantasia nel reale.
Non piu' lui che si riflette, ma ora lei che si fa guardare nella superficie trasparente e con calore sorride facendo lo stesso con l'immagine di lui.

Specchi dell'anima finalmente vicini si riconoscono, il dolore dissipato e finalmente lenito, forse l'ultimo.

Sensazione di aver trovato casa in una tenda semplicemente viola in quella landa desolata dell'Oklahoma.

Sunday, 28 October 2018

HUMANITAS Escursus breve

Quando guardo le persone mi interrogo sempre sulle loro storie, i loro vissuti. Qualche volta immagino situazioni oppure, da come si presentano visivamente, il loro passato e le loro vite. Capita in modo differente con differenti persone. Ci sono soggetti che trasmettono delle emozioni positive di pace e serenità e suscitano il mio interesse maggiormente delle persone suscitanti emozioni negative e distoniche (lontane dal proprio io); quelle che sembrano essere losche e trasmettere una certa impressione non ben definita ma intuitiva di sporco sotto la pelle e sudiciume. Cerco in questo secondo caso ed ho maturato con gli anni e la vita, di evitare il più possibile il contatto e quando non posso adotto un cortese distacco, un lasciare andare placido senza rabbia, per poi passare a riconcentrarmi su me stessa e le situazioni che portano gioia e mi fanno stare bene.
Profusa verso lo sforzo consapevole di non incontrarli nel mio cammino esistenziale, ma anche cosciente che l'evento sarà meno favorevole essendo il sitema mente-cuore reciproco allineato sul versante positivo. Propendo per persone con qualche cosa 'da dire' di vero e sincero, le facce pulite e i cuori buoni come si dice comunemente.
Miro all'ascolto del dolore delle altre persone con un passato non facile e le loro ferite risuonano in me. Più ci parlo e più capisco gli esseri umani e quindi me stessa. Un circolo discorsivo che ha un inizio e varie fasi intermedie, come un percorso a step che si completa nel momento della fine della presenza di quella specifica persona nella testa, oserei dire in entrambe le parti comunicanti, per assenza di contatto o scambio di qualsiasi tipo. L'individuo svanisce quando svanisce il ricordo, per svariate ragioni che possono incorrere nella vita.
Quando ci troviamo di fronte ad una compatibilità che può essere a vari livelli: amicale, amoroso, empatico, cinsestesico e carnale che comunque travalica il semplice aspetto estetico e la pulsione, gli individui restano in contatto.
C'è nell'idea di ognuno l'immagine e la figura dell'altro che può perdurare per l'intera esistenza e in certa misura anche oltre; vivifica la connessione con azioni tese al ricontatto periodico, il cercarsi e lo stare insieme. Ciò avviene sia tra uomini che tra donne. Per quanto riguarda il rapporto con il sesso che ci piace: uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo e le altre sfumature in una certa misura: le persone da cui siamo attrati sotto un piano fisico e affettivo, si afferma in aggiunta una componente fondamentale: la componente erotica, iscritta all'interno del corpo e della mente dell'individuo ed inscindibilmente lagata al suo sistema di valori e credenze. Sistema di valori che in presenza di individui con una buona salute olistica (mentale, corporea, emozionale) trova un equilibrio armonico con la giusta modulazione, differenziazione e grado di espressione nel discrimine tra pubblico e privato.
Mi viene in mente il tabù sessuale: il non detto riguardo al sesso. Esso deriva in larga parte dal portato culturare ed è riscontrabile in molte culture e società come simile e condiviso.
Oggi nella maggior parte delle culture riscontriamo il tabù dell'abuso su minori ma se puntiamo un occhio all'antica Grecia ci accorgiamo che il sistema di valori era differente. Gli stessi Socrate e Platone intrattenevano relazioni con giovinetti: fino a quanto la parte coinvolta era vittima e fino a quanto era illegale? Per quella cultura si può presumere che fosse in larga parte accettato e lecito. Lungi dal sostenere la pedofilia, il mio sguardo vuole rivelare qualche cosa di diverso e le mie parole vogliono solamente affermare che la percezione di quello che è tabù e il relativo sentire sociale varia di epoca in epoca e di cultura in cultura, per questo ha effetti diversi su tutte le parti implicate ed il contesto.
Il tabù assume un senso di sincronicità nel tempo, ha bisogno di essere contestualizzato non solo in una cultura ma anche in una società e in un tempo. Quindi i tre elementi che definiscono un tabù sono: cultura, società e tempo. Facendo un esempio più vicino alla mia realtà in una Valle Italiana del Nord d'Italia (Valle Camonica) la maggior parte delle famiglie sono imparentate tra loro, ciò potrebbe essere si segnale delle scarse possibilità di spostamento (mezzi di trasporto) ma anche in parte dell'assenza o perlomeno un certo grado di flessibilità e sdoganamento di un tabù e in ultima analisi nella sua larga (anche se magari silente) accettazione. Per lo meno l'incesto nel passato non destava sdegno e scandalo. Ora la scienza medica è a conosceza della stretta relazione causale dovuta a effetti patogeni sul feto in seguito a rapporto sessuale tra consanguinei, ma in alcune regioni e soprattutto piccoli borghi del Nord persiste il detto, magari pronunciato per scherzare ma che comunque è portatore di sistema inconscio di credenze: 'La scopata con la cugina è quella più divina',. Non sono poi assenti battute al bar su rapporti sessuali con la madre dei propri amici, e alle volte la propria, vista come potente oggetto erotico e di contro quelle sui rapporti orali con la propria nonna: molti maschi utilizzano questa tecnica per ritardare il coito. Una fantasia che trova un riscontro condiviso in una società e se non sdogana, almeno allenta e agisce come un esorcismo sul tabù.

Voglio qui affrontare un altro tema sessuale: il tema della fellatio e del succhiare. Gli uomini potrebbero esserne così attratti non solo perchè provoca piacere e le tecniche usate per praticarlo possono essere diverse: bocca, lingua e sfregamento di altre parti del corpo, ma perchè questo potrebbe suscitare in loro un senso di accudimento da parte della/del partner e magari ricordare quando la madre da piccoli succhiava loro i pollici e in casi più estremi, dove è rintracciabile un rapporto simbiotico, baciava e accarezzava parti intime del figlio. Un'altra ipotesi è quella che potrebbe scatenare nel maschio l'immagine di quando, nell'infanzia, veniva praticata la suzione dal seno della madre. La fellatio quindi, in questi casi, riattiverebbe vissuti gratificanti.
Altri uomini invece vedono nel 'pompino' un segnale di dominio della donna e si sentono attratti da questo gioco di potere dove i ruoli sono padrona-schiavo o sottomettente-sottomesso; ciò scatena eccitazione e aumenta la libido e si ricollega a vissuti penalizzanti di dipendenza e mancata espressione del proprio Io sperimentati nel passato con figure di attaccamento, prevalentemente la madre. Il solo fatto di trovarsi arrendevoli e vulnerabili esposti e 'nelle mani dell'altro' provoca un'immediata scarica di adrenalina che porta all'aumento del piacere sessuale. Già il pensiero del 'pompino' può costituire motivo di erezione e scatenare una serie di immagini e fantasie nel sesso maschile. Ecco così che la fellatio va a costituirsi come simbolo fortemente carico di contenuti consci e inconsci che stimola l'immaginario e provoca reazione. Se all'interno di un gruppo eterogeneo composto da uomini e donne si intrattiene l'argomento, il solo nominarlo veicola l'atenzione nella sua direzione.

Approfondendo il rapporto tra uomo-donna, donna-donna o uomo-uomo molto dipende dalle aspettative che entrambe le parti creano, sia individualmente che reciprocamente. Bisogna stare attenti a valutare i segnali reali di interesse e vicinanza distinguendoli da quelli immaginati, inoltre porre attenzione al proprio stato emotivo in interazione. E' solo nella mia testa o trova riscontro nella realtà? Valutare in che grado emozioni e aspettative sono frutto di proiezioni: veri e propri oggetti sotto forma di pensieri, parole, contenuti che attribuiamo all'altra persona senza rendercene conto mentre appartengono a noi stessi, alla nostra storia di vita e al nostro portato. Alle volte questi contenuti considerati come spiacevoli vengono allontanati, buttati letteralemte fuori e riflessi sull'altro così da essere meno minacciosi per la persona che opera la proiezione, da questo lavoro nasce un attrito tra le parti da cui può scaturire il conflitto. Il conflitto può essere risolto in primo luogo attraverso la consapevolezza che questo sitema è in atto e tutte le persone ne fanno uso come meccanismo di difesa (per proteggersi) e, in secondo luogo, è auspicabile un lavoro su se stessi che miri a riconoscere ciò che è nostro, dell'altra persona e ciò che proiettiamo nell'altro o nell'altra con risultato di una differenziazione chiara e vitale. In caso sia inevitabile la proiezione sarebbe opportuno cercare di trasmettere all'altro nostri contenuti positivi che contengano il minimo grado di scontro possibile, con valenza di protezione, accudimento e fiducia.
Contenuti buoni che non castrano l'altro ma lo valorizzino facendolo sentire completo e intero e offrono una spinta propulsiva alla rigenerazione e rinegoziazione del concetto di coppia. Quella propria dei due individui.
Si tenga presente comunque il fatto che l'unicità come singolo e di sonseguenza l'unicità di coppia che si inserisce come terza entità con vita propria, mirano alla costruzione di un sistema sano e alla riduzione esponenziale della proiezione, rendendoci persone sempre più definite e consapevoli. Ciò rende possibile il distacco dagli introietti (ciò che ci portiamo dentro) del passato e dei contenuti che possono essere appartenuti e appartengono a nostro padre, a nostra madre o ad un'altra figura significativa avente valenza positiva o negativa.
Imparare che l'amore è donarsi prima che ricevere, mostrarsi aperti e consapevoli. Tutto quest, oltre ad ampliare le porte della percezione permette di amare in modo sano e pieno.
E' con questo spirito che si possono intrecciare nuove relazioni e consolidare quelle esistenti. Porre fine a quelle che costituiscono in letteratura un 'vampirismo energetico,.Quest'ultime tolgono energie vitali e propulsive e ci fanno rimanere in affanno, senza fiato, non per il piacere immenso che provocano ma per una sensazione di soffocamento che diventa reale e tangibile per la persona che la sperimenta. Invertire la tendenza, partire da sé stessi e dal volersi bene. Accettarsi come essere imperfetti con umani limiti ma grandi risorse. Lasciare segnali di gratitudine nel mondo che ci circonda, nei nostri affetti e magari pure in una persona che non si conosce, di passaggio. Contribuire al bene e al bello e farne lo status della propria vita. Senza la pretesa della stima degli altri e della ricerca di comprensione e vicinanza ma essendo principale fautore di  quella stessa stima, vicinanza e della comprensione che si riverbera poi nella realtà in diretta connessione con quello che viene sentito nel profondo.
Se ci si apre alla vita la vita si apre a noi, si dispiegano mondi inesplorati e nuovi modi di essere. Una grande epifania, metaforicamente un velo della lucidità.
La consapevolezza consapevole del sentito nella sua essenza.
Da qui nasce l'individuo libero in unione condivisa con gli altri e fondamentalmente con la propria relazione di coppia. Lungi dall'essere una realtà in fusione, alimenta il rapporto tra le parti e consolida, in un circolo virtuoso che si rigenera con le azioni quotidiane e diventa prima del due anziché dell'uno per poi andare a inserirsi nel tre quando il nucleo coppia/relazione inizia e procedere secondo vita propria e autonoma. 
Conoscere  stessi, riconoscere la relazione e riconoscere l'altro.

Much love. Peace.

Wednesday, 24 October 2018

Perché I segreti dell'Unicorno

I segreti dell'Unicorno vuole racchiudere in sè psicologia, poesia e 'oltremondo'.

La mia passione per l'Umano e le sue sfaccettature mi ha portato a laurearmi in Psicologia Clinica presso l'Università di Padova. Dopo l'iscrizione all'Albo degli Psicologi della Lombardia ho cercato invano lavoro in Italia nel campo del sociale ma non presentandosi prospettive rosee sono approdata nel 2014 nel Regno Unito.
Vivo in una cittadina chiamata Northampton  a Nord di Londra.
Allo stato attuale sono impegnata come educatrice nel campo della salute mentale, sostengo adulti con autismo e disturbi d'apprendimento in case protette. Con mia grande gioia a breve mi cimenterò nel settore scolastico come insegnante di sostegno a bambini con bisogni educativi speciali.
Sono convinta che quello che mi insegneranno sarà molto di più dell'umile contributo che porterò loro.
Sto acquisendo esperienza per poter effettuare il lavoro di Psicologa in UK, economia e burocrazia permettendo.

Mi dedico molto alla scrittura di poesie e libri.
Ho pubblicato recentemente il mio primo racconto breve con sistema self-publishing su amazon.it (LIFE Il Viaggio di E.R.) continuo con tutta me stessa in questa passione e ho la buona abitudine di tenere un taccuino per idee, impressioni e insight; oltre che un diario giornaliero della Gratitudine.

La poesia è il mio inizio solitario da ragazza: quaderni a righe e una penna nella confortevole camera di in un villaggetto tra le Alpi italiane mentre fuori suonano le campane.
Non mi ha mai abbandonato e il mio stile ne risente.

Il mio 'oltremondo' nasce dalla mia forte connessione con la natura a livello profondo ed energetico; la capacità di percepire diversi stati vibrazionali nelle persone e nell'ambiente che mi circonda e di essere vicina alla materia spirituale non semplicemente in teoria ma con grado esperienziale ed esoterico più profondo. Fin da piccola ho sempre avuto la naturale attitudine a vedere oltre la realtà materiale delle cose e percepirne il significato mistico, come questo compenetrasse e fosse parte integrante del reale a vantaggio del bene comune e sempre sul filo di un sentimento aperto, grato e teso nell'ascolto tra interno ed esterno.

Tratterò diversi temi che possono avere attinenza psicologica, letterale o spirituale lasciando libero il lettore di cogliere quello che più risuona in lui e si riflette nel  suo sentire.
Parto da una prospettiva sia professionale che personale. Da questa unione nascono a volte creature insolite ma fedeli al mio modo di percepire, vivere e alla mia personalità eclettica.

Sempre e comunque vicino al cuore.
Grazie a tutti quelli che si soffermeranno in questo spazio.
Much love. Peace.

Dott.ssa Paola Guaini