Thursday, 1 November 2018

LA SCINTILLA DELL'INFANZIA Tra educazione, ambiente e modelli interni

E' ancora radicata ai giorni nostri l'idea che l'educazione scolastica e ancor prima familiare debba mirare ad insegnare al bambino contenuti e regole non ancora in suo possesso, dall'esterno, immessi nella sua mente e a livello emotivo imprescindibile nel suo cuore. Si intravedono barlumi di speranza controcorrente ma il percorso verso una coscienza educativa olistica di tutte le agenzie predisposte è ancora in fase iniziale. Si rivela nella sua urgenza la necessità di una ridefinizione dell'ottica di partenza e del significato stesso di educazione, del mondo esterno e della sua influenza sul bambino.
I contenuti non seguono, in questa nuova ottica un percorso fuori-dentro, bensì vanno nella direzione opposta, come un flusso dall'interno all'esterno. Solo in questo modo si possono cogliere le potenzialità proprie di ognuno che aspettano solo di venire a galla ed esprimersi nel loro massimo livello di unicità.
Come risultato, questa espressione porta alla nascità di una personalità libera e viva; libera in prima istanza da dogmi educativi illusori e regole castranti che ne rallentano il naturale fluire e rendono il bambino e la bambina schiavi di un sistema che a causa della paura della perdita di controllo e potere incatena il dispiegarsi delle ali della fantasia e della sacrosanta individualizzazione.
Un emergere fisiologico dentro-fuori che permette al bambino di seguire la propria strada e le proprie scelte e lo rende cosciente, in ultima analisi, dell'espressione e libertà altrui, immettendolo in un circolo virtuoso collettivo di altruismo e passaggio di conoscenze.
Padrone  ritrovato della propria esistenza e in grado di processare meglio problemi e  trovare soluzioni più adattive, utili non solo per gli anni scolastici ma lungo tutto il  percorso di vita. Si dispiega così un entrata nell'età adulta senza lacerazioni, armoniosa. Questo processo aumenta inoltre sicurezza, stima di sè e le probabilità di successo in vari campi sociali e con alti livelli (personale, di coppia, lavorativo e interpersonale in genere).
Il bambino trova un riflesso avvalorante di ciò che E' nel reale e vede riconosciuta la sua vera natura, consapevole di se stesso e di ciò che può diventare. Consapevole anche del limite che non sabota le risorse ma fa da bussola, le rende più attente e vigili, mirate al superamento vincente degli ostacoli.

Il bambino assume in questo modo identità autonoma lontana da una connotazione egoistica come non manca spesso dal credere il pensiero comune (sono all'opera paura e negazione) che è pura essenza di sè, della propria personalità interna emersa come l'araba fenice dalle ceneri.
Una rinascita interiore di cui tutti dobbiamo prendere atto, un risveglio dal sonno, evitando di soffocare questa nuova creatura dietro obsoleti (mascherati come nuovi e innovativi) modelli educativi familiari e scolastici tramandati per inerzia e inconsapevolezza di generazione in generazione. Il salto, potremmo dire quantico, sta nel riconoscerne il nodo malsano intrinseco che celano in sè tali modelli a lungo perpetrati e aiutarne il loro lento ma progressivo scioglimento. Motivo principale di interesse e sopra ogni altra cosa deve essere il bene e l'interesse autentico del piccolo. Riconoscere il suo essere intero come corpo, mente e cuore.

Un nuovo modello di pensiero che distacchi l'adulto dall'idea onnipotente e per certi versi sadica di essere il detentore dello scettro del potere e della verità assoluta che il bambino deve seguire ciecamente come la falena (di cui è nota a tutti la miserabile fine). Una nuova consapevolezza adulta nella famiglia, nella scuola e nella società; rinnovata coscienza che dall'interazione con il bambino/a avviene sempre un reciproco scambio e un reciproco arricchirsi. Un mutuo dialogo che fa evolvere anche, e alle volte forse più, genitori e insegnanti (e il circolo sociale più esteso).Va a  formarsi un nuovo nucleo, una vicinanza ed equità tra l'uno e l'altro mondo rendendo quello adulto in contatto con il proprio lato vulnerabile e umano in cui si trova solamente solidarietà, voglia di evolvere, compassione e esclude sentimenti di superiorità e rivalsa a loro volta causati da ferite dovute esperienze educative non sempre ottimali.
Il ciclo finalmente si interrompe a beneficio di tutte le parti coinvolte.

Se c'è un segreto è quello di abbassare le difese, mettersi 'a livello' , del bambino: a livello di chi nella sua natura in costante evoluzione ci insegna una purezza, un'onesta intellettuale e una determinazione sempre e comunque degne del nostro più profondo sguardo. Qualità che l'adulto, per svariate ragioni, ha messo a tacere ma di cui conserva ancora una scintilla che può diventare fuoco in fondo al cuore e riverberarsi potentemente all'esterno.

Imparare da chi pensiamo di dover istruire e disciplinare secondo i nostri schemi precostituiti e condizionati che il bambino è portatore di insegnamento e amore incondizionato.
Lontano dalle dinamiche del 'DO UT DES' latino (DO AFFINCHE' MI SIA DATO).
Forse la più grande tra tutte le lezioni che ci regalano con la semplicità dei loro occhi limpidi.
Una lezione di vita e per la vita.

Much love. Peace
Dott.ssa Paola Guaini

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